Quando il cuore ritrova la via verso la Madre

” Quando apriamo il cuore alla madre, così com’è, si apre anche il flusso della felicità e dell’abbondanza”

– B. Hellinger

 

La madre è la porta attraverso la quale la vita ci è arrivata, è attraverso di lei e grazie a lei che entriamo nel mondo. Nella visione sistemica, il modo in cui ci avviciniamo o allontaniamo da lei, ciò che pensiamo di lei e come procediamo verso di lei determina come ci approcciamo verso gli altri e il mondo. Andare verso la madre dovrebbe essere un gesto naturale, eppure per molte persone, anche durante le Costellazioni familiari, è uno dei movimenti più complessi e carichi di emozioni.

Da bambini ci muoviamo naturalmente verso la mamma, la cerchiamo con lo sguardo, attraverso un contatto fisico, la cerchiamo con il cuore. Lei è il nostro mondo proprio perché soddisfa tutti i nostri bisogni: cibo, sonno, protezione, sicurezza, amore, contatto fisico.

Secondo Bert Hellinger, il movimento verso la madre è un movimento primario, istintivo, un movimento verso la vita. Ma cosa accade quando quel movimento non trova l’incontro con la propria madre? Accade che qualche cosa nel cuore rimane in sospeso e quel movimento si interrompe.

I motivi per cui un movimento si interrompe possono essere tanti, quasi sempre il movimento si interrompe già alla nascita o comunque da piccoli, ogni volta in cui viviamo un distacco da nostra madre o l’impossibilità di raggiungerla, di avere un contatto con lei o l’impossibilità di essere nutriti da lei. La mamma fa del suo meglio, forse deve assentarsi per andare al lavoro, forse attraversa un periodo di depressione o di affaticamento, forse la sua attenzione è rivolta a un fratellino che arriva, ma il bimbo percepisce una distanza, un rifiuto, una fatica emotiva e  ciò che accade è che quel movimento spontaneo verso la madre si ferma. Questo perché il bambino non ha strumenti per comprendere, può solo proteggersi da quel dolore e per farlo impara a non sentire troppo, a non chiedere, a fare da solo, smette di chiedere, per lui diventa difficile affidarsi, per cui in seguito avrà bisogno di controllare e spesso si proteggerà chiudendo il cuore,  per non provare più quel dolore.  E quella “forma di protezione” che lo ha salvato diventerà, negli anni, una corazza, quella chiusura che allora è stata sopravvivenza, da adulti diventerà distanza. E proprio quella distanza avrà influenza in tutte le successive relazioni.

Andare verso la madre significa riavvicinarci a quel dolore antico e sentirne tutta la tristezza e la rabbia. Prendere la madre nel cuore non significa giustificare con la mente eventuali ferite o negare il dolore.

Non possiamo scegliere una madre diversa, possiamo solo scegliere se accoglierla interiormente, ma questo richiede umiltà, lasciar andare il controllo  e smettere di voler avere ragione o sentirci piu’ grandi.

Dire sì alla Madre, a un livello profondo, significa dire sì alla vita ed è proprio lì che si libera l’energia e il cuore.

Ciò che diventa chiaro tutto ad un tratto,  è che è difficile andare verso la madre non perché la detestiamo ma perché l’abbiamo amata profondamente.

E quando il cuore ritrova la via verso la Madre, si apre spazio per ascoltare sé stessi, sentirsi accolti, vivere con più leggerezza riscoprendo la propria forza interiore.

Il movimento verso la madre inizia lì, non nel cambiare lei, ma nel lasciare che il cuore torni, lentamente a rifidarsi ad aprirsi e ad amare profondamente.

“Il movimento verso la madre nelle Costellazioni Familiari è un percorso per ritrovare le proprie radici e accogliere la vita con dolcezza.”

🌿 Questo percorso verso la madre è stato anche il mio. Se vuoi scoprire come l’ho vissuto personalmente e cosa ho imparato, puoi leggere il mio racconto personale su Facebook. Clicca qui.